Il riferimento è la Legge 16 gennaio 2003, n. 3 (art. 51), « Tutela della salute dei non fumatori », nota come Legge Sirchia. In vigore dal 10 gennaio 2005, ha esteso il divieto di fumo a tutti i locali chiusi, pubblici e privati, compresi i luoghi di lavoro.
Dove è vietato fumare
Il divieto vale in tutti i locali chiusi aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro, pubblici e privati: uffici, scuole, ospedali, bar, ristoranti, negozi, palestre, cinema, mezzi di trasporto pubblici e taxi. Le uniche eccezioni sono le abitazioni private e gli eventuali locali riservati ai fumatori conformi a requisiti tecnici rigorosi.
Le sale fumatori: possibili, ma a condizioni severe
Un esercizio o un datore di lavoro non è obbligato a creare una sala fumatori. Se lo fa, deve rispettare il DPCM 23 dicembre 2003: impianti di ventilazione e ricambio d'aria a norma, separazione fisica dagli altri ambienti, cartellonistica dedicata. Se c'è un solo locale o non è possibile garantire la separazione, il divieto è assoluto.
Le sanzioni
Chi fuma dove è vietato è soggetto a una sanzione amministrativa, aumentata in presenza di minori o donne in gravidanza. Ma la norma colpisce anche chi deve farla rispettare: al titolare o al responsabile che ometta di esporre la cartellonistica o di far osservare il divieto si applica una sanzione da 200 a 2.200 euro. Per questo devono essere nominati addetti autorizzati alla vigilanza.
E-cig e tabacco riscaldato
Le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato sono assimilati ai prodotti tradizionali, pur con alcune differenze: in generale, dove è vietato fumare è vietato anche svapare, salvo diversa indicazione. Milano, ad esempio, esclude le e-cig dal proprio divieto all'aperto.
L'estensione all'aperto: il « modello Milano »
La novità degli ultimi anni è l'estensione all'aperto. Milano, con l'art. 9 del Regolamento per la qualità dell'aria (approvato nel 2020), dal 1° gennaio 2025 vieta di fumare in tutte le aree pubbliche o ad uso pubblico all'aperto — incluse vie e strade — salvo restare ad almeno 10 metri dalle altre persone, con multe da 40 a 240 euro. Già dal 2021 il divieto valeva in parchi, fermate dei mezzi, aree verdi e vicino alle scuole. Altre città hanno introdotto divieti su spiagge e parchi. La direzione è chiara, anche se la disciplina all'aperto resta a livello comunale.
Cosa significa per le aziende
Per un'impresa il divieto indoor si traduce in aree fumatori spostate all'esterno — ingressi, cortili, terrazze — dove si concentrano i mozziconi. Gestirli in modo ordinato e tracciato è parte degli obblighi di un'azienda, e sul luogo di lavoro si intreccia con le regole per il fumo sul lavoro.